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Storia dell'infiorata di Gerano

Infiorata piĆ¹ antica d'Italia (1740) in onore della Madonna del Cuore :(prima domenica dopo S Marco)

Infioritalia

E' noto che l'infiorata in forma artistica (distinta cioè dal naturale e spontaneo gesto di gettare fiori e petali al passaggio di un simulacro o personaggio autorevole) ha origine a Roma, e più precisamente in S.Pietro. Secondo quanto riferiscono i cronisti , '' l'arte di fare mosaici , senza mescolarli alla rinfusa '' nascerebbe dall'iniziativa di Benedetto Drei che dal 1625 inizia a comporre , ogni anno, un mosaico di fiori davanti alle tombe dei SS. Pietro e Paolo, nel giorno della loro festa. In Gerano è accertata la presenza , in più occasioni, del cardinale e abate di Subiaco , Giovanni Angelo Braschi , il quale diede nuovo impulso alla venerazione mariana , che fin dal 1740 prevedeva una processione in onore della Madonna del Cuore. Il 17 settembre del 1742 la comunità geranese ottiene dalla Sacra Congregazione dei Riti il permesso di poter svolgere la festa della Madonna del Cuore nella prima Domenica dopo il 25 aprile. Le cerimonie celebrative vengono affidate alla Confraternita della Madonna del Cuore , che nasce per l'occasione e che da allora in poi si fa garante dei festeggiamenti, costituendo il motivo di continuità storica dell'Infiorata. Da questi anni , quindi ,che il popolo geranese negli ultimi giorni di aprile o i primi di maggio, allestisce l'Infiorata. E' interessante osservare che meno di vent'anni dopo (1789) la fama degli infioratori di Gerano è già tale che vengono chiamati a Subiaco per allestire un'infiorata sotto l'Arco Trionfale , in omaggio a papa Pio VI, giunto in visita alla cittadina. Tale fatto si ripeterà due secoli dopo , nel 1980 , in occasione della visita a Subiaco di Papa Giovanni Paolo II.

L'infiorata di Gerano oltre che per il suo primato di essere la più antica, si distingue per la sua ininterrotta continuità annuale ( negli archivi sono rintracciabili le foto relative ad oltre 110 Infiorate inclusi i periodi delle guerre). Si  distingue dalle altre per i seguenti motivi : per il suo allestimento e messa in opera in epoca povera di fiori (infatti la ricorrenza cade l'ultima Domenica di aprile e solo oggi si può sopperire alla carenza di fiori della vallata usufruendo di quelli offerti in commercio); perché vengono utilizzati soltanto fiori freschi, escludendo l'uso di qualsiasi espediente come terre colorate, polveri e gessi ; e si distingue, infine, per la sua finalità religiosa in onore della Madonna , laddove le altre infiorate si sviluppano in occasione della festività del Corpus Domini, in un periodo di gran lunga più propizio sia per la fioritura che per le condizioni meteorologiche.
Solo nel 1922 Gerano riceve il primo impianto di energia elettrica, per cui fino ad allora il lavoro di composizione dell'Infiorata, durante la notte antecedente alla festa, avveniva al chiarore di bracieri (alimentati con stoppa , resine e oli) posti su supporti di legno, sistemati in coppia lateralmente a ciascuno degli otto quadri che compongono l'Infiorata . Nella pavimentazione in selci del paese, la futura Piazza della Vittoria (fino alla guerra del 1915-18 il nome era Piazza del Mercato o Sopra S. Lorenzo.) viene però lasciata in terra battuta lungo l'area sagomata in cui comporre i quadri, delimitandone la sede con costoloni di pietra locale. Tali riquadri fino al 1950 dovevano essere annualmente riempiti e livellati con terra battuta ,tufacea, proveniente dal vicino bosco ,per offrire maggiore freschezza e durata al fiore depostovi. Purtroppo , in seguito , la sommaria pavimentazione in asfalto costrinse di anno in anno a '' risquadrare '' con calce e pennello il perimetro dell'Infiorata. Nel 1994 l'asfalto della piazza è stato sostituito da una pavimentazione in selci di porfido ,disposti in modo tale da riportare permanentemente il perfetto perimetro di ciascun quadro dell'Infiorata. Il perimetro , che racchiude un area di 250 mq , si calcola partendo dall'alto con l'Arco Gotico in legno (opera del pittore bavarese Schielien , realizzata dal falegname De Grandis, del 1883), montato verticalmente nella parte alta della piazza, ai cui piedi deve aderire un Rosone con Cuore del diametro di sei metri e le due vele adiacenti; seguono sette spazi (ciascuno di forma quadrata, con quattro metri di lato), intercalati da lesene ; l' Infiorata si chiude con un lunotto terminale. Tutto il lavoro è incorniciato da una greca ornamentale , larga sessanta centimetri : solitamente realizzata con rametti di bosso trinciati, la greca possiede ,oltre a quella decorativa , la funzione di drenaggio delle eventuali acque piovane e di sostegno all'intarsio dei fiori. Quando l'area era di terra battuta, il disegno al tratto veniva realizzato con un chiodo o con un punteruolo, che incideva la terra; il solco veniva poi riempito con calce bianca liquida , contenuta in un bricco. Per i quadri più difficoltosi si ricorreva ad una tecnica mutuata da quella usata in tempi antichi anche nell'esecuzione di affreschi: sul terreno venivano fissati fogli di carta, opportunamente forati e sagomati ; quindi, spolverando polvere di gesso , terre od ossidi con l'aiuto di un crivello, si otteneva sul terreno sottostante la perfetta riproduzione dei profili. Per ottenere gli effetti desiderati di rilievo e prospettiva , venivano e vengono utilizzati strati di segatura coperta di petali di fiore, per altri effetti visivi, infine, si adoperavano e si adoperano ancora i fiori interi, privati soltanto dello stelo. Oggi la riproduzione del bozzetto, realizzata a mano libera è eseguita con gesso. Mentre per l'esecuzione dei quadri la Confraternita della Madonna del Cuore si è sempre rivolta ad artisti o a maestranze locali, per la raccolta dei fiori demanda il compito ai priori Ufficiali. In grande quantità i fiori venivano raccolti nelle campagne circostanti, offerti spontaneamente dai contadini, che spesso li coltivavano davanti alle proprie case rurali. I fiori delle ginestre, del glicine della villagine, e delle '' palle di neve '' venivano ''sgramorati '' sul luogo stesso in cui erano stati colti, per essere poi conservati in cantina, sparsi sul terreno in modo che mantenessero la propria freschezza. Il verde (bosso , leccio, olivo e saggina)veniva raccolto in fasci e quindi triturato con l'aiuto di una roncola, in un luogo non distante dalla piazza dell'Infiorata. in periodo di magra i raccoglitori di fiori si spingevano anche in zone più lontane, dove il clima differente aveva magari favorito la fioritura anticipata. In un periodo successivo, terminato circa trenta anni fa, era invalso l'uso di dare in appalto l'approvvigionamento dei fiori: e l'appaltatore, spesso, non si limitava a spendere la somma affidatagli, ma aggiungeva di tasca propria quel che era necessario per la miglior riuscita dell'Infiorata. Oggi, però questo genere di approvvigionamento dei fiori , viene effettuato solo in parte ricorrendo alla raccolta nelle zone circostanti, mentre per il resto ci si rivolge a vivai ed aziende specializzate di alto livello industriale. L' impegno della raccolta dei fiori, vuoi per l'incuria delle campagne, vuoi per le accresciute esigenze degli artisti, costituisce l'incarico più gravoso per il Comitato dei festeggiamenti. Ogni anno il comitato che si occupa dell'organizzazione dei festeggiamenti bandisce, tramite alcuni responsabili tecnico-artistici, un concorso per scegliere i bozzetti da eseguire. Partendo dalla parte alta della piazza ci sono i due quadri che restano invariati di anno in anno: il Rosone con Cuore in onore della Madonna e il monogramma di Maria. Gli altri quadri, invece possono essere composti con libera creatività. Mentre un tempo si prevaleva la scelta di decorazioni geometriche, oggi vengono scelti temi d'attualità come gli inviti alla pace , alla protezione dei disabili , alla celebrazione di anniversari d'importanza nazionale fino al ricordo di personalità insigni. Un modo per ribadire l'interesse popolare verso certi temi e legarli alla devozione , affidandoli alla Madonna del Cuore: è questo in definitiva , l'aspetto più significativo e profondo dell'Infiorata di Gerano. Dal punto di vista religioso la cerimonia più suggestiva della festa è la ''Calata'' della Madonna del Cuore nel pomeriggio della vigilia . Il quadro, comunemente tenuto nasosto, viene sceso tra i fedeli, sorretto da due sacerdoti, al canto dell'''Ave Marias Stella''. Il giorno successivo si celebra la processione in onore della Madonna del Cuore, che dopo aver sfilato per le per le vie del paese ha come finalità il passaggio dell'immagine della madonna del Cuore sull'Infiorata.

 
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