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Cusano Mutri
Zona del Sannio
DATI ANAGRAFICI
Cusano Mutri (provincia di Benevento) è sito sul versante sud del Matese, inglobato nell’antico Sannio Pentro, oggi al confine tra Campania e Molise, punto di vertice di Benevento, Campobasso e Caserta. La sua conca si estende per circa 6.000 ettari, con altimetria min. di m. 257 (ponte Lavello) e max 1823 (Monte Mutria). Situato nella valle del Titerno, Cusano Mutri è uno dei più pittoreschi paesi del Sannio. Gli abitanti sono circa 4.600. Lo stemma municipale è rappresentato da “tre torri”. Il territorio, oltre al centro, è suddiviso in due frazioni (Civitella Licinio e Bocca della Selva) e 13 contrade.
Cenni storici:
Per gli storici più qualificati Cusano Mutri non è altro che la Sannitica “Cossa” (216 A.C.), distrutta unitamente a Telese dai Romani. Notizie certe si hanno dal 490 D.C. quando il Papa Felice III inviò un presbitero per officiare nella cappella del “Castrum”. La presenza della Chiesa nella zona, con l’insediamento dei Benedettini Volturnesi, stanziatisi in Santa Maria del Castagneto agli inizi del VIII secolo, giovò al paese e al suo contado. Nelle campagne sorsero più di una dozzina di nuovi nuclei abitati, contrassegnati da edifici di culto. Il comprensorio, sicuro perché facilmente difendibile, rappresentava un rifugio per le popolazioni limitrofe angustiate dal brigantaggio e dalle incursioni saracene. Il punto di svolta si verificò con la monarchia normanna che dette inizio ad una fase di inurbamento che toccò il culmine nei secoli XV e XVI. Si ebbe l’espansione dell’abitato, come tuttora si conserva, essendo scampato al devastante terremoto del 1688 che distrusse quasi tutti i paesi limitrofi. Fino all’unità d’Italia (1860) Cusano faceva parte della “Terra di Lavoro” (il casertano) e veniva identificato col solo nome di “Cusano”. Da allora fu aggiunto Mutri. Per le sue caratteristiche geografiche, la valle di Cusano Mutri, tutta cinta da monti piuttosto elevati, con non facile accesso fino a non molti anni fa, fece acquisire al paese, già in tempi antichissimi, la denominazione di “Castrum Cusani”, cioè di luogo fortificato. E il primitivo simbolo ideografico col quale veniva rappresentato Cusano (la lettera “Q”) derivava, appunto, dalla particolare configurazione topografica del territorio cusanesi, contornato da una cerchia di monti avente un unico sbocco: la gola di Lavello.
L'INFIORATA
L’Infiorata di Cusano Mutri ha radici secolari. Infatti, è da più di un secolo che esiste la tradizione di infiorare le strade, le piazze e le chiese del paese con quadri floreali. Essa veniva svolta in maniera spontanea, vari gruppi di persone si riunivano ed abbellivano il percorso della processione con disegni vari. Dal 1994 la Pro Loco ha cominciato a regolare la manifestazione dotandola di un apposito regolamento di partecipazione, promuovendone la collocazione lungo tutto il tragitto della Processione e passando dallo spontaneismo ingenuo di contenuti di un tempo alla realizzazione delle attuali opere, anche di elevato valore artistico. L’Infiorata consiste nell’abbellire le strade, le piazze e le Chiese con una serie di quadri floreali (l’ 80% deve obbligatoriamente essere composto da petali di fiori e sostanze vegetali e solo il restante 20% di materiale vario) riproducenti immagini, in maggioranza di contenuto sacro, nel giorno della celebrazione del “Corpus Domini”. Lo scopo della manifestazione è essenzialmente quello di mantenere vivi, attraverso la realizzazione dei quadri floreali, la fede religiosa e il prestigio culturale tradizionalmente radicati nel popolo cusanese, ma si vogliono diffondere anche nuovi significati e contenuti artistico culturali di attualità e di amicizia tra i popoli. La manifestazione inizia a prendere vita nel mese di gennaio quando, con apposite locandine, tutti gli interessati vengono invitati a presentare i disegni dei quadri che intendono realizzare. I disegni, da presentare entro la fine del mese di marzo, devono essere realizzati su appositi fogli, distribuiti dall’organizzazione unitamente al regolamento, di dimensione uguale per tutti. Una apposita commissione sceglierà i disegni migliori, tenendo anche conto del soggetto, e darà loro l’ordine nel quale dovranno essere realizzati. Da tutti i disegni verrà formato il catalogo a colori dei quadri ammessi alla realizzazione e che sarà distribuito gratuitamente ai visitatori, per dar modo loro di seguire, confrontare e valutare il lavoro svolto. Vengono, inoltre, distribuite cartoline a colori riportanti alcuni quadri realizzati nell’anno precedente. L’ “Infiorata” si svolge nell’arco di due giornate : il sabato, dalle ore 17,00 in poi, viene realizzato, sulla sede stradale, il disegno. La domenica, dalle ore 6,00, vi è l’infioratura. Qualche giorno prima si provvede a delimitare ed a numerare lo spazio che sarà assegnato ad ogni quadro. Per decorare i quadri, occorrono enormi quantità di fiori di vari colori, erbe, sostanze vegetali e naturali. Per meglio chiarire il lavoro da svolgere, si forniscono alcune indicazioni relative all’anno 2002 : - sono stati realizzati n° 29 quadri. Di essi n° 23 con dimensione m. 5,80 x m. 3,30, n° 2 con dimensione m. 20 x m. 2, n° 2 con dimensione m. 7 x m. 3, n° 1 con dimensione m. 10 x m. 6 e n° 1 circolare con diametro di m. 3 ; sono stati, inoltre, realizzati altri 10 disegni minori oltre alle fasce di collegamento ; - è stata coperta una superficie di mq. 2250; lunghezza lineare di m. 600; - sono stati utilizzati 200 cesti di ginestre, 110 cesti di rose, 18.000 garofani, 40 cesti di fiori di campo, 230 cesti di erbe varie (bosso, edera, felci, lingua di bue, elce) e poi 220 Kg di fondi di caffè, 15 cesti di segatura di legno e quantità limitate di terra e polvere colorata. Ogni quadro è stato realizzato da gruppi , in totale sono state impegnate 510 persone (da 7 a oltre 75 anni) che hanno dovuto provvedere a tutto, dal disegno alla raccolta dei fiori e dell’altro materiale occorrente, alla realizzazione del quadro. Alla manifestazione, essendo aperta a tutti, hanno partecipano anche persone provenienti da altri comuni della Regione. La manifestazione non contempla concorsi o premi. Ai partecipanti la Pro Loco offre un rinfresco ed una pergamena ricordo, oltre alla foto del quadro realizzato. La mancanza di fondi disponibili costituisce notevole impedimento per la crescita della manifestazione, in quanto non permette di svilupparla appieno, dando ai partecipanti quanto più materiale possibile per la realizzazione dei quadri. La pubblicizzazione della manifestazione avviene tramite manifesti e locandine, stampa ed informazione radio tv e, soprattutto, dai visitatori che rimangono piacevolmente meravigliati da quanto hanno visto e ne parlano positivamente. Nell’anno 1999 è stato realizzato un apposito annullo postale speciale, con circa 1500 annulli effettuati. La manifestazione ha visto la partecipazione di circa 10.000 visitatori provenienti in maggior parte dalla Regione Campania, ma anche dalle regioni limitrofe. E’ in programma, inoltre, tenuto sempre conto della disponibilità di fondi, la pubblicazione di un libro catalogo sull’”Infiorata” con tutti i quadri realizzati dal 1995 al 2002. L’Infiorata viene realizzata nel giorno del “Corpus Domini”. Nell’anno 2003 si terrà il 22 giugno.
INFO UTILI
Pro Loco Cusanese Via Municipio,21 – 82033 Cusano Mutri Tel. 0824/607575 – Cell. 366 5909292 E-mail: cusanese@unplibenevento.it Sito internet: www.prolococusanese.it
Comune di Cusano Mutri Tel. 0824/862003 – Sito internet: www.comunecusanomutri.it
Comando VV.UU. via Municipio tel. 0824 862120 Carabinieri, Via Tiratore tel. 0824 862002 Ufficio P.T. Via Pietà tel. 0824 862001 Emergenza territoriali SAUT (118) Via Orticelli tel. 0824 862010 Farmacia Via Orticelli tel. 0824 862086 Banca Popolare di Novara Via Orticelli tel. 0824 868265
COME ARRIVARE
Da Nord: Autostrada A/1, uscita Caianello. Immettersi sulla “S.S. 372 Telesina” e uscire allo svincolo Cerreto Sannita.
Da Napoli: Autostrada A/1, uscita Caserta Sud. Proseguire in direzione Benevento-S.Agata de’Goti. Immettersi sulla superstrada “Fondo Valle Isclero” ed uscire allo svincolo di Telese Terme. Proseguire per Telese-Cerreto.
DOVE MANGIARE
- Antichi Sapori, p.zza Orticelli – cell. 348/7503116 – www.antichisapori.info
- Grotta delle Api, c.da Ariella – tel. 0824/862175 – 338/4115099
- Hostaria alla Corte dei Signori , c.da Triterno – tel. 389/9855431
- Osteria da Marcellino , c.da San Felice – tel. 0824/862323
- Osteria Ristorante “Gizzi”, c.da Ariella – tel. 0824/862514 – 338/5866617
- Pizzeria Millenium , p.zza Orticelli – tel. 0824/862014
- Rifugio di montagna “La Torre”, loc. Bocca della Selva – tel. 0824/868248 – 340/7036965
- Rifugio Tre Faggi, Bocca della Selva – tel. 0824/862222 – 349/4239778
- Ristorante “Il Guardiano del Matese”, Civitella Licinio – tel. 0824/818449 – 320/3574103
- Ristorante “La Fattoria”, via Giocagni – tel. 0824/862127 – 348/4219083
- Ristorante “La Piccola Perla del Matese”, p.zza Orticelli – tel. 338/3275151
- Ristorante “Lo Svago” , c.da Cerracchito – tel. 0824/862687 – 328/7048947
- Ristorante “Mastrillo” , c.da Giocagni – tel. 0824/862205 – info@ristorantemastrillo.it
- Taverna dei Briganti, c.da San Giuseppe – tel. 0824/818079 – 339/5754265
- Trattoria Pizzeria Belvedere, c.da San Felice – tel. 0824/862745 – 338/2662562
OSPITALITA'
“Rifugio 3 faggi”, sito in località Bocca della Selva (Km 18 dal paese), con 8 camere tel. 0824 862222;
“Villaggio Turistico Calvarusio” sito nella omonima località (Km 6 dal paese), con 8 miniappartamenti (2 camere, cucina e bagno) – tel. 3294376723
DA VISITARE
- Il centro storico. Di epoca medioevale. La caratteristica architettura di case in pietra dà al paese l’aspetto di borgo fiabesco intagliato nella roccia: le strade assecondano i declivi stringendosi in vicoli stretti e aprendosi in squarci panoramici da cui le vicine montagne rilevano la loro suggestività. Cusano strutturò in periodo normanno il suo centro storico ancora oggi intatto. In via Ripa si trova una delle torri dell’antico castello medioevale.
- Piazza Lago è caratterizzata dalle belle facciate delle abitazioni che su di essa si aprono e dalla originale fontana con una conchiglia pettinide, mirabilmente incastonata nella roccia. L’anfitreatica Piazza Roma offre un colpo d’occhio suggestivo al visitatore.
- Il museo civico del territorio. Istituito non come luogo di raccolta di reliquie del passato, ancorché preziose, ma come faro destinato ad illuminare l’ambiente ricco non di sola natura ma anche di storia, stratificato dalle esperienze, dal lavoro, dalle fatiche di generazioni di valligiani e di montanari, uniti alla montagna dal medesimo stato di verticalità, di ricerca delle proprie radici, della propria personalità, di una propria collocazione sociale e culturale. Fu inaugurato il 6 febbraio 2000, con la sezione relativa alla civiltà contadina. Essa ospita circa 200 pezzi inerenti la quotidianità della vita contadina di tanti anni fa, donati dalla popolazione. Il secondo passo è stato fatto il 17 giugno 2000 con l’inaugurazione della sezione geologico-naturalistica che ospita numerosi calchi di fossili, oltre a rocce provenienti da ogni parte del mondo e ad un ricostruzione, a grandezza naturale, dello “Scipionix Samniticus”, meglio conosciuto come “Ciro”, il cucciolo di dinosauro rinvenuto nel comune di Pietraroia (distante 9 Km da Cusano Mutri).
- Le bellezze naturali. Le forre del Titerno (gole profonde fino a m. 20 che il fiume scava con la forza delle acque nella roccia); la gola di “Fontana Stritto (strettissima con pareti a strapiombo alte circa m. 300) caratterizzata da spettacolari cascatelle; il ponte di Annibale; le località montane di Bocca della Selva, situata a circa 1500 msl, stazione sciistica invernale, e Calvarusio, con l’omonimo villaggio turistico, luoghi ideali per gli appassionati di trekking, birdwatching, curatori di erbari, raccoglitori di funghi e di frutti di bosco, amanti delle osservazioni del cielo; l’ intero territorio, prevalentemente montagnoso, ricco di boschi e di fauna selvatica (lupi, cinghiali, lepri, volpi, tassi, martore, faine, donnole, puzzole, ricci, coturnici, ghiandaie, gazze ladre, colombacci, falchi pellegrini, gheppi, civette, assioli, gufi ecc.), che può spaziare su un territorio molto vasto. Cusano Mutria parte del Parco Regionale del Matese. La flora in prevalenza è rappresentata da faggi, castagni, querce, frassini, olmi; il sottobosco è ricco di funghi, fragole, lamponi, mirtilli, origano; troviamo anche ginepri, primule, viole, crochi, belledonne.
- La Chiesa dei SS.AA. Pietro e Paolo. Ricostruita nel XIII secolo sui resti dell’antica Chiesa di S.Pietro in Elce (V secolo), conserva una monumentale opera lignea barocca del XVII secolo, di notevole bellezza, opera del maestro Domenico De Luca. L’altare maggiore, barocco, fu portato a Cusano all’inizio del secolo XIX dalla chiesa di S. Domenico Maggiore di Napoli. Nella cripta sono conservate una tela raffigurante un “Cristo alla colonna” attribuita alla scuola del pittore Luca Giordano e delle statuine del settecento napoletano.
- La Chiesa di S. Giovanni Battista. La sua fondazione è databile tra l’ 800 e il 950. Costruita su cinque navate, è una delle più imponenti dell’intera diocesi. La Chiesa, data la particolare posizione orografica in cui si trova, poggia su un’articolata serie di archi e volte a botte, le lamie o volgarmente dette “lamioni” poggianti a loro volta su poderosi pilastri o setti murari. In questo tempio si conserva un prezioso reliquiario in argento cesellato contenente una Spina della Corona di Cristo, donata al Santuario rurale di S. Maria del Castagneto da un crociato.
- La Chiesa di S.Nicola. Chiesa rettoriale dell’antica “Universitas” di Cusano intitolata al Patrono del paese ed attualmente in restauro. Antica Chiesa parrocchiale che abbracciava le contrade di S. Maria del Castagneto e di Sant’ Antonino. Conserva una statua della Vergine del Rosario del 1689. Nella sacrestia vi è una interessante fontana in pietra.
- La Chiesa della Madonna delle Grazie. La Chiesa originaria è quella dimessa, che nell’ 800 fu adibita a cimitero. L’attuale, antistante la primitiva, fu eretta nel 1656 dedicata a S. Sebastiano per la scampata pestilenza. E’ molto cara ai cusanesi giacchè conserva i resti del concittadino Servo di Dio “Fratello Carlo di S. Pasquale”, terziario professo alcantarino, penitente ed asceta, al secolo Giuseppe Vitelli (1818-1878) conosciuto popolarmente come “zi Monaco Santo”.
- La Chiesa di S. Rocco. Sita nel borgo omonimo, “extra moenia”. Il culto per S. Rocco aumentò dopo la peste del 1656.
- Il monte Calvario. Su una collina a nord ovest del paese, sorge la chiesetta di “Santa Croce” , costruita nel 1689 demolendo l’antico fortilizio longobardo, il “Castellaccio”, che era stato realizzato in un importantissimo luogo di vedetta sull’antica strada per Alife. Lungo la stradetta a serpentina che s’inerpica sulla collina del Calvario furono poste le stazioni della Via Crucis ed, annesso al tempio, fu edificato un cenobio, abitato di tanto in tanto da qualche eremita. Vi si svolgono le processioni della Spina Santa (3 agosto) e del venerdì santo.
- Le Chiese rurali. S. Giuseppe, S. Maria del Castagneto, S. Vito.
- La Chiese di S. Bartolomeo. Situata nella frazione di Civitella Licinio, risale al XV secolo. Fu ricostruita, appena dopo il terremoto del 1688, nella parte abitata della frazione.
- La Chiesa della Madonna della Neve. Costruita dal popolo (XVII secolo), nella parte alta della frazione Civitella L., ai margini dei Castagneti. Palazzo Santagata. Tipica abitazione dei nobili locali, ex convento dei Padri Agostiniani
MANIFESTAZIONI
- Presepe Vivente: Viene realizzato nel centro storico del paese, alla sola luce di fiaccole e torce. Lungo il percorso predisposto vengono allestite varie botteghe dove vengono rappresentanti alcuni degli antichi mestieri dell’epoca di Gesù. I figuranti, tutti in costume, sono circa 150.Si effettua il 6 gennaio.
- La Sagra dei Prodotti Tipici Locali: Mostra-mercato dei prodotti tipici di Cusano Mutri e delle zone viciniori. Vengono proposti ai visitatori i prodotti della pastorizia, dell’agricoltura, insaccati, liquori di erbe, di fragole e noci. Viene effettuata dal 24 aprile al 1° maggio.
- Processione della Spina Santa: Conservata nella Chiesa di S.Giovanni Battista, la Spina Santa è stata da sempre ritenuta provenire dalla Corona di Cristo. Si tratta di una ramnacea lunga circa due cm e mezzo, di cui uno infisso in un cannello per ancorarla. Tradizione vuole che sia stato un crociato, tal Barbato Castello, di ritorno dalla Terra Santa. Nel 1693 la Spina diventò due volte di colore rosso vivo, come una candela accesa. Ciò accadde per altre due volte il 3 febbraio 1710. Un altro miracolo lo troviamo descritto in modo dettagliato nell’atto notarile del 3 agosto 1805. In quel giorno, poiché era ancora in atto il terremoto cominciato il 26 luglio, si fece una processione di penitenza, trasportando la Spina Santa, un altro ostensorio con la reliquia del Legno della Santa Croce e la statua della Vergine Addolorata, al Monte Calvario. Li giunti, mentre si impartiva la benedizione con detta reliquia, la punta di questa divenne bianca, come se stesse per fiorire. La processione penitenziale, molto commovente, viene ancora perpetuata il 3 agosto, alle 6 del mattino.
- La Corsa delle Carrozzelle Si svolge nel mese di agosto (intorno a Ferragosto). Le carrozzelle sono in legno con cuscinetti a sfera. Vengono premiati i vincitori delle varie categorie (senior – junior – donne) e la carrozzella più origina le.
- La Sagra dei Funghi E’ l’ appuntamento per eccellenza di fine estate per migliaia di visitatori provenienti da ogni parte d’Italia per gustare gli svariati piatti a base di funghi che vengono loro offerti: Gnocchi, tagliatelle, risotto, polenta e lasagne ai porcini, zappetta di funghi misti, arrosti, pizze, e bruschette con salsa di porcini, porchetta farcita, rustici ripieni, funghi panati, spezzatino ai funghi e tanti altri ancora. Ma la Sagra non è solo gastronomia, è anche cultura con le numerose mostre che vengono allestite, è svago con gli spettacoli, è ricerca di genuinità con la mostra-mercato dell’artigianato e dei prodotti tipici locali, dove sarà possibile acquistare: miele, origano, liquori di fragole e di erbe officinali che crescono sui monti del Matese, nocino, formaggio pecorino, salumi, attrezzi da cucina, svariati oggetti in legno lavorati a mano, canestri in vimini di ogni misura, mortai manufatti in pietra, ceramiche, ferro battuto, ricami, lavori a maglia, ecc. . E poi … tante altre cose da scoprire. Nell’anno 2003 sarà effettuata dal 18 al 28 settembre.
- La Sagra delle Castagne Si svolge nella frazione Civitella Licinio ed è un’altra tappa costante di incontro, di inizio autunno, per gli amanti dei prodotti genuini del bosco al quale non possono mancare. L’esperienza maturata negli anni ha raffinato non solo l’organizzazione ma anche le prelibatezze culinarie a base di castagne, tra le quali: caldarroste, panzarotti, cannoli, tronchetti, ballotte, castagne del prete (un tipo di castagna estremamente pregiato e ricco di sapore, vanto dei castagneti di Civitella Licinio). Ultimi due fine settimana di ottobre.
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