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Galatone

Il Salento da visitare

DATI ANAGRAFICI

Galatone (Galàtone) è un comune italiano di 15.843 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Rilevante centro agricolo del Salento occidentale, possiede il titolo di Città e custodisce importanti monumenti storici e architettonici. Il territorio comunale si affaccia per un breve tratto sul Mare Ionio.
Il territorio comunale, che si estende nella parte centro-occidentale della penisola salentina per 46,54 km², è situato a 57 m s.l.m. e si affaccia lungo il litorale ionico con le località di Montagna Spaccata e La Reggia.
Distante 24 km da Lecce e 13 km da Gallipoli, il centro urbano è posizionato lungo la Strada Statale 101 Salentina di Gallipoli che collega il capoluogo di provincia con la cittadina ionica. Il territorio del comune comprende i feudi di antichi casali medievali, ora abbandonati, di Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda ed è attraversato a nord dal torrente Asso, un antico corso fluviale che convogliava le acque provenienti da Cutrofiano e Neviano, a sud, per condurle, a nord, in territorio di Nardò. Confina a nord con i comuni di Nardò e Galatina, a est con i comuni di Seclì e Neviano, a sud con il comune di Sannicola e a ovest con il mar Ionio.

L'INFIORATA

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INFO UTILI

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COME ARRIVARE

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DOVE MANGIARE

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OSPITALITA'

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DA VISITARE

Collegiata dell'Assunta
La Collegiata dell'Assunta è la Chiesa Madre della cittadina. Fu edificata tra il 1591 e il 1595 sull'area di una preesistente chiesa la cui presenza è testimoniata sin dal X secolo.
Presenta un elegante prospetto in carparo scandito in tre ordini da trabeazioni poco aggettanti. Il primo ordine, inquadrato da paraste, accoglie il portale d'ingresso. Il secondo ordine è caratterizzato da una bifora centrale sormontata da una trabeazione con timpano spezzato e da due monofore laterali. Il terzo ordine è ingentilito da due balaustre in pietra. Adiacente al prospetto è il campanile, a tre piani a forma di prismi sovrapposti, innalzato in epoche differenti fra il 1599 e il 1750. L'interno, ad unica navata a croce latina, presenta quattro cappelle per lato e due cappelle nel transetto ospitanti pregevoli altari barocchi e tele di notevole interesse artistico.

Santuario del SS. Crocifisso della Pietà
Il Santuario del SS. Crocifisso della Pietà fu costruito fra il 1683 e il 1694 da maestranze salentine fra cui risalta il nome dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo. L'edificio venne edificato sulle fondamenta di una precedente chiesa risalente al 1623 e crollata rovinosamente nel febbaraio del 1682. L'antica chiesa venne innalzata per custodire un'icona raffigurante il SS. Crocifisso della Pietà (XIV secolo) ancora oggi presente al centro dell'altare maggiore. Fu elevata a Santuario nel 1796 da papa Pio VI.
La sfarzosa facciata barocca, realizzata in carparo e pietra leccese, è divisa in tre ordini. Nel primo ordine si apre il portale d'ingresso, caratterizzato da un portale ligneo del 1696, su cui è posizionata la statua in pietra di Gesù Crocifisso osannato da quattro cherubini. Lateralmente quattro nicchie laterali ospitano le statue degli Evangelisti. Il secondo ordine presenta un'ornatissima finestra affiancata da due nicchie con le statue di San Giovanni Battista e di San Sebastiano. Alle due estremità laterali insistono le statue di San Pietro e di San Paolo. Nel conclusivo terzo ordine sono accolte le statue di San Michele Arcangelo e dell'Angelo Custode.
L'interno, a croce latina, è costituito dal presbiterio, dal transetto e dalla navata, con soffitto ligneo del 1696, in cui si aprono tre cappelle per lato ospitanti gli altari dedicati a Sant'Antonio da Padova, alla Madonna del Carmine, a San Biagio, alla Madonna del Buon Consiglio, alla Sacra Famiglia e a San Pietro. In corrispondenza del transetto si innalza una cupola ottagonale interamente affrescata con il tema del ritrovamento della Croce da parte di Sant'Elena imperatrice. I quattro pilastri che sostengono la cupola contengono le statue dei primi dottori della Chiesa. Nel presbiterio, delimitato da una balaustra in marmo policromo, è custodita, al centro del fastoso altare in pietra leccese, l'icona del SS. Crocifisso della Pietà affiancata dalle statue di San Francesco Saverio e di San Francesco di Sales.

Chiesa di San Sebastiano
La Chiesa di San Sebastiano, attigua al convento dei Domenicani ospitante attualmente il Municipio, venne edificata nel 1500 per volontà del feudatario galatonese Giovanni Castriota. L'attuale struttura barocca risale al 1712.
L'elegante prospetto, realizzato interamente in carparo locale, è scandito in tre ordini e richiama le decorazioni del vicino Santuario del Crocifisso. Il primo ordine, spartito in tre parti da paraste con capitelli ionici, accoglie al centro il pregevolissimo portale d'accesso, proveniente dall'edificio cinquecentesco, sormontato da una piccola statua in pietra raffigurante San Sebastiano e affiancato da due leoni stilofori. Ai lati si aprono due nicchie vuote che si ripropongono in asse nell'ordine superiore lateralmente al decoratissimo finestrone. A coronamento del prospetto è posto un ondulato frontone.
L'interno, ad unica navata con presbiterio, presenta due altari barocchi laterali ospitanti pregevoli tele fra cui risalta quella della Madonna del Rosario, opera del pittore neretino Donato Antonio D'Orlando. La navata è anche caratterizzata da alte paraste su cui sono posizionate alcune statue in pietra

Chiesa di San Giovanni Battista
La Chiesa di San Giovanni Battista, sede della Confraternita dell'Immacolata Concezione, fu costruita fra il 1635 e il 1653 e doveva costituire la chiesa del convento delle Clarisse, mai realizzato a causa delle scarse disponibilità finanziarie.
La chiesa presenta un sobrio prospetto inquadrato da due paraste ioniche. Le linee decorative sono quelle barocche con un richiamo catalano-durazzesco nel fastigio ospitante la nicchia con la statua dell'Immacolata. Il semplice e spoglio portale è sormontato da una lunetta semicircolare affrescata e da una finestra finemente decorata. Sul lato sinistro dell'edificio vi è la presenza di una nicchia con la statua del Battista.
L'interno, a navata unica rettangolare, accoglie un fastoso altare maggiore in pietra leccese, realizzato nella seconda metà del Seicento dallo scalpellino di Ambrogio Martinelli da Copertino. Degno di nota è l'ottocentesco organo in legno recante la data 1877.

Chiesa di San Francesco d'Assisi
La Chiesa di San Francesco d'Assisi, conosciuta anche come chiesa dei Cappuccini in quanto attigua al convento dei frati, venne edificata fra la fine del 1599 e la fine del 1600. Fu voluta dal duca Cosimo Pinelli, figlio di Livia Squarciafico e di Galeazzo, nella quale destinò una cappella a sepoltura della propria famiglia.
Presenta un lineare e severo prospetto privo di qualsiasi elemento architettonico. Unica concessione decorativa è la lunetta posta al di sopra del portale d'accesso e lo stemma dei Pinelli. L'interno, costituito da un'unica navata rettangolare arricchita da stucchi, ospita due cappelle per lato e un altare maggiore in legno che accoglie, al centro, la tela di Fabrizio Santafede raffigurante San Francesco d'Assisi che riceve le stimmate. L'edificio ospita inoltre le tele di Sant'Antonio da Padova e di Santa Chiara, poste sull'altare maggiore, e la tela dell'Immacolata, accolta nel rispettivo altare.

Chiesa-Santuario Madonna della Grazia
La Chiesa della Madonna della Grazia venne edificata tra il 1591 e il 1595 per accogliere l'icona bizantina della Vergine della Grazia (XIV secolo). Nel 1674 venne costruito l'attiguo convento degli Alcantarini in cui iniziò la sua vita religiosa Sant'Egidio Maria da Taranto. Presenta un prospetto tardo-romanico scandito in due ordini da una balaustra in pietra e terminante con un timpano triangolare sul quale è collocato l'altorilievo della Madonna della Grazia. Il portale e la finestra, posti in asse, sono affiancati da nicchie contenenti le immagini affrescate dei Santi Pietro d'Alcántara, Pasquale Baylón, Francesco d'Assisi e Antonio da Padova. L'interno, a navata unica con copertura a crociera, termina con un piatto presbiterio in cui è posizionata l'icona della Vergine.

Chiesa di Santa Maria dell'Itria
La Chiesa di Santa Maria dell'Itria è una piccola struttura romanica risalente al XII secolo in cui si venera l'immagine dell'Odigitria, ovvero l'immagine della Madre di Dio che indica il Figlio Benedicente. La chiesa è in realtà la parte absidale dell'originario edificio. In esso sono conservati alcuni affreschi raffiguranti Santi della liturgia orientale e l'immagine della Vergine.

Abbazia di San Nicola di Pergoleto
L'Abbazia di San Nicola di Pergoleto, chiamata nei documenti San Nicola dei Pargoletti, risale al IX secolo e fu fondata dai monaci Basiliani i quali la ressero fino alla conquista normanna del Salento, in seguito alla quale passò sotto il controllo e la guida dei Benedettini. In epoca bizantina fu un importante centro di diffusione della cultura greca e orientale. Tra il XVI e il XVII secolo l'abbazia fu trasformata in masseria e subì radicali trasformazioni e rifacimenti come la ricostruzione della chiesa nel 1613

Abbazia di Sant'Angelo della Salute
L'Abbazia di Sant'Angelo della Salute è di origine basiliana e fu edificata tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. Del complesso abbaziale, appartenuto in seguito ai monaci benedettini, rimane la chiesa di stile romanico orientata secondo l'asse est-ovest. Presenta un prospetto a timpano con rifacimenti seicenteschi nel portale e nel piccolo rosone centrale. Un campanile a vela è posto in corrispondenza dell'abside. L'interno, a unica navata con volta a botte a sesto leggermente acuto, venne rimaneggiato nel XVII secolo con l'aggiunta di nuovi affreschi. Nella parte absidale è raffigurata la Deposizione di Gesù, sul lato sinistro vi è l'immagine di San Michele Arcangelo mentre sul lato destro è raffigurato San Nicola nell'atto di intercedere presso la Madre di Dio. Sono inoltre visibili tracce degli originari affreschi e alcune incisioni latine.
 

Altre chiese
• Chiesa dell'Annunziata o di Santa Lucia, (XVIII secolo).
• Chiesa di San Nicola di Myra, (XVI secolo). Presenta un semplice prospetto caratterizzato da una nicchia centrale contenente la statua di San Nicola e un modestissimo interno ospitante un unico altare.
• Chiesa di San Pietro, (XVIII secolo)
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Palazzo marchesale Belmonte-Pignatelli
Il Palazzo Marchesale, sede dei feudatari di Galatone già dal XVI secolo, fu voluto dalla famiglia Squarciafico. L'edificio venne edificato in corrispondenza di una torre di epoca angioina a cui si addossò uno sfarzoso portale cinquecentesco. La torre, a pianta tronco-piramidale alla base e cubica nella parte finale, non presenta importanti linee architettoniche in quanto le forme sono quelle essenziali dell'architettura militare romanica.
 
 
Castello di Fulcignano
Il palazzo possiede un elegante prospetto ingentilito da finestre decorate con mascheroni e motivi floreali di gusto tardo-cinquecentesco. Nell'angolo occidentale della facciata sono presenti gli stemmi degli Squarciafico, dei Pinelli, dei Pignatelli e dei Grillo, ovvero delle varie famiglie feudatarie che abitarono il palazzo. Gli ambienti interni, danneggiati e rimaneggiati in seguito al terremoto del 1743 che causò il crollo della parte nord della struttura, comprende le stalle e i locali della servitù al piano terra, le stanze della nobiltà al piano superiore.
Castello di Fulcignano
Il Castello di Fulcignano, realizzato tra il XII e il XIV secolo dai Normanni, sorge nella periferia sud dell'abitato e apparteneva all'antico casale di Fulcignano abbandonato nel XV secolo.
Ciò che si può vedere attualmente è la cinta quadrilatera fortificata con mura tufacee alte circa 8 metri e spesse 2,60. Il recinto è rafforzato da alcune torri quadrangolari caratterizzate internamente da una pianta circolare. L'ingresso principale della costruzione, orientato ad oriente, presenta un portale a sesto acuto sormontato da un elegante fregio. Nel perimetro murario rimangono in piedi solo due ambienti voltati a botte.

MANIFESTAZIONI

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